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Pubblici Esercizi: Servizi di consegna pasti a domicilio (Food delivery)

Nel corso dell’emergenza Covid-19 il Governo ha disposto la chiusura al pubblico delle attività di ristorazione L’attività può comunque proseguire mediante consegna a domicilio, poiché gli esercizi effettuano semplicemente una rivendita al consumatore finale, senza dover effettuare ulteriori segnalazioni. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

In un momento di difficoltà come quello provocato dall’emergenza sanitaria Covid-19 è più che utile garantire un servizio  a domicilio ai cittadini cui è chiesto di non uscire da casa. 

Regione Lombardia ha divulgato presso le Ats una nota informativa n.14328 del 27/03/2020 contenente le precisazioni di carattere igienico sanitario:

· l’attività è espressamente consentita dall’Ordinanza del Presidente N. 514 del21/03/2020, che al punto 9 recita: “Resta consentita la sola ristorazione con consegnaa domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di protezione personale sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.”;

· l’aggiunta dell’attività di consegna in proprio a domicilio da parte di imprese che giàesercitano attività di produzione e somministrazione di pasti (oggetto di precedente SCIA alle autorità competenti) non è soggetta ad alcun ulteriore adempimento amministrativo (cfr. nota prot. n.11637 del 16/04/2013);

· l’OSA dovrà aggiornare il piano di autocontrollo inserendo questa modalità di consegna, utilizzare mezzi di trasporto e contenitori – MOCA idonei e fornire ai clienti le necessarie informazioni sugli ingredienti, in particolare gli allergeni eventualmente presenti;


· l’OSA dovrà gestire la cucina con il solo personale asintomatico necessario pe reffettuare questa attività, rispettando la distanza di 1 metro, sia tra il personale di cucina sia che al momento della consegna, o indossare una mascherina; tale personale, nel caso di comparsa di sintomi, dovrà ovviamente smettere di lavorare.

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In quest’ottica la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi e AssoDelivery, l’associazione di categoria delle imprese del food delivery hanno condiviso un pacchetto di buone pratiche per garantire il servizio nel rispetto delle misure precauzionali e dei requisiti igienico sanitari in linea con quanto disposto dalle autorità e dal Ministero della Salute.

  1. I ristoratori mettono a disposizione del proprio personale prodotti igienizzanti, assicurandosi del loro utilizzo tutte le volte che ne occorra la necessità e raccomandano di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro nello svolgimento di tutte le attività.

  2. I ristoratori definiscono delle aree destinate al ritiro del cibo preparato per le quali osservano procedure di pulizia e igienizzazione straordinarie. Queste aree devono essere separate dai locali destinati alla preparazione del cibo.

  3. Il ritiro del cibo preparati e la relativa avviene assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e l’assenza di contatto diretto.

  4. Il cibo preparato viene chiuso in appositi contenitori (o sacchetti) tramite adesivi chiudi-sacchetto, graffette o altro, per assicurarne la massima protezione. L' automezzo e/o i contenitori devono garantire la catena del caldo e/o freddo ed occorre integrare il piano di autocontrollo.

  5. Il cibo preparato viene riposto immediatamente negli zaini termici o nei contenitori per il trasporto che devono essere mantenuti puliti con prodotti igienizzanti, per assicurare il mantenimento dei requisiti di sicurezza alimentare.

  6. La consegna del cibo preparato avviene assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e l’assenza di contatto diretto.

A queste regole specifiche si aggiungono le norme che tutti devono osservare cioè:

- seguire scrupolosamente le ​raccomandazioni del Ministero della Salute;

- chiunque presenti ​sintomi simili all’influenza resti a casa, sospenda l’attività lavorativa, non si rechi al pronto soccorso, ma contatti il medico di medicina generale o le autorità sanitarie.

SUAP ASSOCIATO VALLI DEL VERBANO

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